Dichiarato il fallimento del Gruppo 6 Gdo

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Di Giulia Giacalone

Il Gruppo 6 Gdo è stato dichiarato fallito. Il giudice del tribunale di Marsala ha ritenuto inammissibile l’accordo – proposto dall’Agenzia nazionale dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata – che prevedeva la cessione del ramo di azienda, relativo ai punti vendita, del Gruppo 6 Gdo alla società Esse Emme Srl.
A renderlo noto sono la Filcams Cgil, la Fisascat Cisl e la Uiltucs Uil di Trapani che hanno espresso “forte preoccupazione per un dissenso che avrà serie ripercussioni sul futuro occupazionale di circa 400 lavoratori dei punti vendita direttamente e indirettamente collegati all’azienda castelvetranese della grande distribuzione, confiscata al mafioso Giuseppe Grigoli”.
L’accordo avrebbe, infatti, consentito la ricollocazione della quasi totalità dei lavoratori con l’avvio immediato dell’attività. A essere esclusi dall’accordo era, invece, il Cedi – Centro di distribuzione – per cui l’Agenzia dei beni sequestrati e confiscati stava valutando un percorso alternativo.
Tra le motivazioni del decreto il giudice ha contestato alcuni vizi di forma che inficerebbero la valenza del concordato preventivo. Il giudice, inoltre, ha ritenuto carente la solvibilità della Esse Emme, società che riunisce tre aziende e che opera nel settore da diversi anni.
Per i segretari della Filcams Cgil Anselmo Gandolfo, della Fisascat Cisl Franco Lo Sciuto e della Uiltucs Uil Mario D’Angelo “il decreto pone un freno a quella che sembrava essere la soluzione per la ricollocazione dei lavoratori”.
“Auspichiamo – hanno detto i tre segretari – che questa non sarà una delle tante occasioni mancate a fronte di numerose aziende confiscate alla mafia ma, successivamente, dichiarate fallite. Crediamo – hanno concluso – che ci siano ancora le condizioni affinché il Gruppo 6 Gdo possa diventare l’esempio di un’azienda confiscata e ricollocata sul mercato”.

A tal proposito è intervenuta ieri in Senato la senatrice trapanese Pamela Orrù la quale ha affermato :“L’intesa prevedeva la cessione del ramo di azienda, relativo ai punti vendita del Gruppo 6GDO, ad una società. L’accordo avrebbe consentito la ricollocazione della quasi totalità dei 400 lavoratori dei punti vendita direttamente e indirettamente collegati all’azienda castelvetranese della grande distribuzione con l’avvio immediato dell’attività”.
La senatrice Orrù, facendosi portavoce della preoccupazione dei lavoratori e dei sindacati, ha chiesto intervento del Governo per “trovare strade alternative”, chiamando in causa il Ministero dell’Interno e tornando a sollecitare una risposta alla sua interrogazione presentata nei mesi scorsi sulla vertenza del Gruppo 6 GDO, augurandosi che “esistano ancora le condizioni affinché il Gruppo possa diventare l’esempio di un’azienda confiscata e ricollocata sul mercato. “Non possiamo permettere – ha rimarcato la senatrice Orrù – che passi il messaggio che un’azienda con lavoratori venga chiusa per fallimento e si perda occupazione quando, una volta sottratta alla mafia, passa tra i beni confiscati gestiti dall’agenzia preposta”.

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