L’attualità di Rosario Livatino il riservato giudice “ragazzino” ucciso dalla mafia. Venerdì incontro a Trapani

Rosario Livatino probabilmente sarà il primo magistrato ad essere proclamato beato ma soprattutto è l’emblema di un “amministratore” della giustizia sobrio e riservato, dotato di una straordinaria carica etica, di un rigoroso e profondo senso della giustizia. Una testimonianza attuale e ricca di spunti interessanti non solo per gli operatori del diritto e della legalità. 

 

Venerdì prossimo 25 ottobre saranno a Trapani per la prima volta don Giuseppe Livatino, postulatore della causa di beatificazione ( la fase diocesana si è conclusa un anno fa) ed Enzo Gallo, giornalista e cugino del giudice Livatino, portavoce delle associazioni che si sono occupate in tutti questi anni di custodire e trasmetterne la memoria:  “Tecnopolis” e “Amici del giudice Rosario Angelo Livatino”. L’incontro si terrà presso il polo universitario di Trapani alle ore 10. Con i due testimoni privilegiati del giudice assassinato, per approfondirne il profilo interverranno anche:  Antonio Ingoglia docente del polo universitario, Michele De Maria, dell’ufficio di pastorale sociale ed il lavoro e presidente dei giuristi cattolici trapanesi e don Liborio Palmeri, delegato vescovile per la cultura, la ricerca e le arti. I lavori saranno presieduti dal vescovo Fragnelli. Modera il giornalista di Telesud Fabio Pace.

 

Rosario Livatino venne ucciso,  a 38 anni, il 21 settembre del 1990 mentre si recava, senza scorta in tribunale, da 4 giovanissimi sicari della “stidda agrigentina”.  Nel 2011 l’arcidiocesi di Agrigento ha avviato il processo di beatificazione.

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