Buseto, dopo 15 anni don Giovanni D’Angelo lascia la città . Dal primo ottobre il nuovo parroco sarà don Salvatore Cammilleri.

La comunità ecclesiale di Buseto Palizzolo ha salutato domenica sera don Giovanni D’Angelo, parroco per quindici anni, che dal primo ottobre prossimo guiderà la comunità di “San Michele Arcangelo” a Casa-Santa Erice.

Alla presenza del sindaco Roberto Maiorana e delle autorità civili del territorio  a nome delle parrocchie Maria SS di Fatima, Santa Teresa del Bambin Gesù e Maria SS del Carmelo, la prof.ssa Antonella Minaudo ha espresso la gratitudine del paese: “E’ con immenso affetto e gratitudine che ci troviamo riuniti in questo giorno del Signore a rendere grazie a Dio del dono che ci ha fatto inviandola tra noi a svolgere la missione di pastore. Lei  è entrato nelle nostre case con discrezione, pronto, come un amico ed un confidente, ad ascoltare e sostenere chiunque ne avesse bisogno. Ci sentiamo privilegiati per averla conosciuta ed apprezzata. Ora la nostra comunità si accinge a salutarla ed è consapevole che questo trasferimento mostra concretamente quale sia il vero senso dell’essere sacerdote: fare la volontà del Padre”- ha concluso.

Nel mese di maggio scorso la pubblicazione di un volume a cura di Giuseppe Vito Internicola  sulla storia della chiesa madre con prefazione del vescovo Pietro Maria Fragnelli aveva ricostruito la storia della comunità ecclesiale busetana. La Chiesa madre fondata nel 1695 ad opera di Nicolò Gervasi, personaggio di rilievo di Erice come atto individuale, venne rifondata nel 1800  ad opera dell’ comunità, atto collettivo dunque, ad opera di tanti che si erano trasferiti dal Monte San Giuliano per dare vita ad un nuovo contesto con la loro operosità. “Ci fu un periodo iniziale della vicaria e cappellania in cui con un’autonoma organizzazione si cercò di ovviare alle difficoltà dovute alla dipendenza dalla Matrice di Erice dove bisognava recarsi per ricevere i sacramenti. Dopo la prima guerra mondiale maturò l’esigenza dell’istituzione di una parrocchia per la gente di Buseto e fu il vescovo Ricca nel 1937 ad istituirla, trasferendo il beneficio della parrocchia di San Giuliano di Erice che allora era chiusa al culto. Nel 1950 nasce il comune di Buseto Palizzolo.  Nel 1965 il vescovo Ricceri elevò la chiesa a Chiesa Madre e nominò il parroco arciprete”.

Fra le numerose iniziative promosse dalla parrocchia l’ideazione e promozione della Via Crucis con Quadri Viventi la domenica delle palme a cura della “Confraternita del Crocifisso”  fondata nel 1864 e riconosciuta dal vescovo di Trapani nel 2006, proprio nei primi anni della presenza di don D’Angelo in paese  e la rivitalizzazione della devozione alla Madonna del Carmine, eletta come patrona del comune.

Nelle comunità sono attivi anche diversi gruppi ed associazioni.

Al momento di saluto era presente anche padre Salvatore Cammilleri che sarà il nuovo parroco. Il rito d’ingresso nel corso di una concelebrazione eucaristica presieduta dal vescovo Pietro Maria Fragnelli, si terrà il prossimo 29 settembre alle ore 19 presso la Chiesa Madre.

One Response to Buseto, dopo 15 anni don Giovanni D’Angelo lascia la città . Dal primo ottobre il nuovo parroco sarà don Salvatore Cammilleri.

  1. Ancora c”è il magone per chi parte, come un figlio per una madre, che vede il proprio figlio, intraprendere un altro viaggio, e che sa che sarà sempre figlio suo, ma lontano dai propri occhi e dalle carezze che anche con uno sguardo ti dona! E” vero! succede e molto più spesso di quanto non si creda che il “parroco per alcuni bravissimo per altri solo un egocentrico, si possa essere contenti della sua partenza, ma desidererei portare la riflessione su quanto è stato interiorizzato nei cuori dei fedeli quale messaggio di “crescita ad una vita cristiana! Quando anche i più vicini stretti collaboratori del parroco, sono i primi a gettare “le armi, e a colpire metaforicamente alle spalle, ciò che un minuto prima, ritenevano di sostenere, .. beh, cosa hanno interiorizzato, se non la disponibilità a vendersi alle proposte incoerenti, pur di mantenere in ambizione, posti di rilievo che chiunque potrebbe prenderne il posto? L”importante che chi parte, non perda la speranza di essere “buon pastore, e chi arriva abbia il rispetto del cammino di crescita svolto da una comunità, indipendentemente da chi lo ha prodotto e migliorarne le condizioni di sviluppo a presto e grazie

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