Morto Totò Riina, il capo di Cosa nostra

1485615815-0-trattativa-stato-mafia-riina-rispondera-alle-domande-dei-pmDopo due interventi e cinque giorni di coma, il boss della mafia siciliana, Totò Riina, è deceduto questa notte alle 3,35 circa presso l’ospedale di Parma dove era detenuto al 41 bis. Sicuramente un personaggio la cui “fama” lo precede e che ha bisogno di poche presentazioni. Clamore aveva fatto di recente la notizia del possibile trasferimento del detenuto ai domiciliari per le sue condizioni precarie. Richiesta respinta. In carcere da 24 anni, era ancora ritenuto, dagli inquirenti, il capo di Cosa nostra. Ieri, quando ormai era chiaro il quadro delle sue condizioni di salute, il ministro della Giustizia ha concesso ai familiari un incontro straordinario col boss. Riina stava scontando 26 condanne all’ergastolo per decine di omicidi e stragi: viale Lazio, gli attentati in cui persero la vita Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e quelli del ’93, nel Continente. Sua la scelta di lanciare un’offensiva armata contro lo Stato nei primi anni ’90. É morto senza mai pentirsi, solo tre anni fa, dal carcere parlando con un co-detenuto, si vantava dell’omicidio di Falcone e continuava a minacciare di morte i magistrati, come Nino Di Matteo. L’ultimo processo a suo carico, ancora in corso, era quello sulla cosiddetta trattativa Stato-mafia, in cui è imputato di minaccia a Corpo politico dello Stato. Ieri, nel giorno del suo 87esimo compleanno, il figlio Giuseppe Salvatore, che ha scontato una pena di 8 anni per mafia, ha pubblicato un post di auguri su FB per il padre. (fonte ANSA)

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