Ma l’unico frutto dell’amor è la banana?


Di Martina Failla 

Care lettrici e anche cari lettori,

vi do il benvenuto in questa nuova rubrica dove premetto già da adesso che tutto verrà scritto in maniera molto ironica, scurrile e sarcastica, dunque se possedete un animo delicato e sensibile vi sconsigliamo la lettura. 

Bene. Ho pensato a lungo quale potesse essere il miglior argomento con cui “debuttare”, ma poi tutto è venuto spontaneo, e anche di sorpresa insieme all’arrivo del ciclo mestruale che mi ha fatto esclamare, come ogni volta d’altronde, “ma perchè non sono nata uomo? non hanno mai un cazzo e noi povere donne costrette alla sofferenza a vita. Se mai dovessi nascere nuovamente voglio essere un maschio e vedere assorbenti solo in lontananza nei reparti dell’ Esselunga o in bagno nello scompartimento, messo appositamente abbastanza lontano, della mia fantomatica moglie”

Adesso, care mie donne, ditemi se c’è qualcuna di voi a cui non è mai capitato di pensare o dire la frase sopracitata. (e aggiungo: in quel periodo del mese probabilmente il tasso di facilità con il quale si pensa di voler odiare e di conseguenza voler far estinguere tutto il genere maschile è decisamente sopra la media) So che tutte voi, almeno una volta nella vita, avete espresso questo sentimento e/o discusso con qualche vostra amica sulla “bellezza” della spensieratezza di un essere maschile. Parità dei sessi? Scusate ma parità dei sessi cosa? Dopo tutto quello che passiamo ogni santo giorno della nostra vita, osate perfino dire davanti al conto del ristorante/pub/bar “eh ma avete voluto voi la parità dei sessi. Giusto?” Ma parità dei sessi sta grande cappella…sistina, figlio mio! 

E allora diciamolo cosa ci aspetta ogni giorno della nostra vita. Iniziamo dalle cose basic: 

ci alziamo la mattina di un lunedì qualsiasi, ci guardiamo allo specchio e riconosciamo cosa ci ha lasciato in regalo il week end: due meravigliose borse Chanel sotto gli occhi quando ci va bene, quando va male direttamente borsoni da viaggio Adidas. Il panico ci assale, perchè, mie care, abbiamo solo un’ora per prepararci e uscire di casa. E sappiamo tutte che con un’ora non ci fai nemmeno la cacca. (si cachiamo anche noi, ragazzi. Anche quelle più fighe fanno la cacca. Anche Belen, mi disp.) Il cervello nel frattempo ruota attorno a migliaia di pensieri, che di certo non aiuta, messi in stand by la sera precedente, subito prima di cadere in un lungo sonno: “ma oggi che giorno è? Ma quando deve arrivare il ciclo? Ma la lavatrice l’ho fatta? Ma chissà oggi se fanno il trono giovani o meno. Povera Gemma però. Povera Dona Francisca. Povero Stefano de Martino.” Anyway, tornando al nostro bellissimo visino da Valeria Marini al GF vip, cerchiamo di darci una sistematina; siccome siamo anche leggermente masochiste allora decidiamo di voler mettere il cazzo di EYELINER. Santo chi l’ha inventato, ma anche diabolico bastardo. Che ve lo dico a fare, ovviamente non viene perfetto, così smadonniamo alle 8 del mattino davanti allo specchio, per poi mandare tutto a quel paese, e uscire dal bagno più incazzate di quando abbiamo sentito la prima sveglia del mattino. Allora arriva il momento della scelta outfit (attenzione: per nonne e zie, meglio conosciuto come “i robbi pi nesciri”). Ragazzi, massima concentrazione. Sembra facile ma non lo è. Non lo è perchè la sera prima abbiamo deciso di mangiare la cosa più pesante di questo mondo, immaginate la cosa che non riuscite a digerire, e metteteci anche un bel cannolo. Ecco, quindi ci siamo svegliate con il solito carissimo gonfiore antiestetico che ci fa sembrare in procinto di lievitazione, ergo ogni cosa che indosseremo farà cagare perchè oggi è lunedì, noi siamo donne e il mondo ce l’ha con noi.

Passiamo al giorno seguente. 

Niente, oggi il problema è che il tizio che stalkeriamo dall’alba al tramonto e con il quale abbiamo già immaginato un matrimonio dove noi siamo le Julia Roberts della situazione e lui l’Hugh Grant, ha deciso di fidanzarsi. Dal “Non voglio impegnarmi. È un periodo strano, ho bisogno dei miei spazi” a “Tu. ❤ la mia ragione di vetah ( citz. M.Chiarelli, 2015)”. Non male come inizio. Probabilmente oggi potremo rischiare di essere arrestate per tentato omicidio, ma non male. Buongiorno insomma. MA il vero buongiorno ce lo danno loro. I BAFFETTI. Sono ritornati. E ragazze, mi riferisco soprattutto alla serie di sfigate more come me, sappiamo benissimo che se non vogliamo sembrare le Roberto De Crema feminine version dobbiamo darci dentro di ceretta ed estirpare questi luridi stronzi dalla nostra faccia. “Donna baffuta sempre piaciuta” ma chi l’ha detta sta grande minchiata? A matri di Frida Kahlo, suppongo. Non prendiamoci in giro. 

Arriva la sera. Ci invitano per un aperitivo. Noi eravamo già pronte ad accendere il computer, digitare le sacre parole dalla lettera di San Maurizio Costanzo apostolo ai telespettatori, ovvero NETFLIX, pronte a una super serata di serie tv e di gran cazzi nostri, e invece che fanno? Ci invitano a un aperitivo. Tante opzioni si aggirano nella nostra mente:

a- ok, dato che devo uscire voglio essere più elegante del solito, magari stasera metto la gonna. MA mia cara amica donna hai dimenticato che al momento sei la detentrice di una bellissima foresta pluviale tra le cosce, e di ergonomiche grattugie per parmigiano al posto delle gambe. Evitare parola d’ordine.
b- ok, metto i jeans e le scarpe basse. Fanculo i tacchi, tanto chi ci sarà di martedì sera in giro? MA mia cara amica che stai dicendo? Manolo Blahnik ha appena avuto un infarto dopo aver saputo delle tue parole. Lo sai quanto ha sofferto Caterina de’ Medici? Le scarpe basse non esistono in questi casi, tu sei donna e quindi siccome qualche testa di cazzo ha voluto che da un momento all’altro, nella storia, le scarpe col tacco passassero dai cavalieri alle donne (si, ragazzi gli uomini portavano le scarpe col tacco), tu devi soffrire amica.
c- non ho niente da mettere. Classica ma sempre attuale. Non c’è bisogno di argomentarla.
Un vero e proprio stress. Ve ne rendete conto? Potrei continuare fino a svenire.

Facciamo che passiamo all’ultimo giorno dei nostri esempi. Apriamo gli occhi sentendo subito gli uccellini canticchiare, e ci sentiamo le nuove Biancaneve 2.0, con la consapevolezza che fuori ci sia una bellissima giornata di sole, che sprint! Che bello! Che figata la vita! MA ci sbagliamo. Ci sbagliamo perchè noi quella bella giornata di sole, la vedremo dal buchetto della serranda, con Rino Gaetano di sottofondo, piangendo pensando al passato che non tornerà, e al futuro incerto che ci aspetta, al fatto che abbiamo 25 anni e già nostra madre aveva una famiglia e noi siamo qui a guardare instagram stories di un Hugh Grant che si è fidanzato, tutto ciò perchè il nostro corpo ha deciso che oggi sarebbero tornate loro, LE MESTRUAZIONI. Il cinguettio degli uccelli diventa frastuono e da Biancaneve iniziale diventiamo delle deliziose Wanna Marchi. Corriamo in bagno e di sfuggita ci accorgiamo di un miraggio allo specchio: siamo noi, ingrassate di almeno due chili, i capelli all’olio di palma che se ci sporgiamo al sole possiamo friggere due uova, e poi lui: amico brufolo. Delicato ma enorme allo stesso tempo e sicuramente in un posto quasi sempre nascosto, tipo la fronte, preferibilmente posizione centrale, oppure mento, tendenzialmente a dx o sx poco importa basta che ci sia la punta bianca. Pensiamo che peggio di così non possa andare. Ma stiamo in guardia, il peggio è sempre dietro l’angolo.
Il telefono squilla. “E ora chi cazzoooo èèèèèèè?!” pronunciamo con la nostra meravigliosa femminilità. Il nostro Hugh Grant dei poveri. Che dopo 19 mesi, 2 settimane e 3 giorni e mezzo di sofferenza decide di: “Ehi ciao. Come va? Ti va se stasera ci vediamo per un drink? Mi farebbe piacere rivederti”. 

Silenzio tombale. Vorremmo prendere il telefono e lanciarlo dalla finestra del bagno urlando, un urlo liberatorio, e invece no, ma solo perchè c’è costato più di tutte le nostre borse messe insieme.

“E quindi mi scrivi adesso? Ah adesso ti sei lasciato! Complimenti! Vi è durata tantissimo la love story!Bravo e vieni a cercare me! Oggi che ho pure il ciclo e sono un cesso pubblico la notte di Ferragosto a San Vito lo Capo? Ma allora lo fai apposta! Ma io ti vengo a tagliare i gioielli!”: quello che vorremmo rispondere.
“Ehilà. Ma certo, farebbe piacere anche a me. A che ora? :)”. Nel frattempo abbiamo prenotato pulizia del viso, estetista e chirurgo estetico per sistemare la faccia di cazzo da donna mestruata.
Nonostante tutto ciò, quanto è bello essere donne?

One Response to Ma l’unico frutto dell’amor è la banana?

  1. Mi piace leggerti Martina brava
    Che fatica essere donne
    Un bacio

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